
SOTTO UN CIELO PRIVO DI STELLE
riversa nel suolo
l'amata bottiglia
non sà più ascoltare
nemmeno un goccio
d'un fuoco che scivola
sà come offrire
fa freddo
e lunga è la notte
c'è gelo nell'aria
che odora di morte
fa male la schiena
sulla dura panchina
di cartone il mio tetto
inzuppato
da rigida brina
qualche goccia sul collo
s'insinua
ma ormai cosa importa ?
di ghiaccio le mani
i piedi da molto non sento
della mia libertà
a lungo vantata
resta solo
sgomento
della fame
ne ho fatto
sbiadita bandiera
del mondo dai tolti confini
soltanto immensa galera
è dura stanotte
compagna di solo dolori
altro nido non resta
per chi ha già
perso le ali
pareti ormai sciolte
di vecchio piegato cartone
dove forse è svanito
anche l'ultimo spot
d'una televisione
lo stomaco preme
il cibo un ricordo
un vecchio lampione
mi guarda
nel silenzio del parco
una luce spettrale
s'aggrappa a rami spogliati
restano ombre
come biechi
fantasmi velati
poi un torpore mi prende
quasi un sipario
che chiude la scena
ed un'ombra
s'accosta esitante
per cogliere muta
questa vita
di pena.














